Detailing, Lucidatura, Nanotecnologia e PPF a Torino

Il Lavaggio

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Il lavaggio può sembrare un’operazione molto semplice e banale da effettuare ma ha una duplice funzione: è lo step di partenza prima di effettuare qualsiasi altra operazione nei trattamenti di Car Detailing ed è la base per un corretto mantenimento che, nel tempo, permetterà di mantenere le condizioni della propria auto come se fosse appena stata ritirata dal mio Laboratorio, a prescindere che essa abbia beneficiato di un trattamento di protezione o no.

I lavaggi posso essere effettuati in autonomia a casa (non entriamo nel merito della legislazione a riguardo), presso le piste self-service o portando l’auto presso un centro specializzato. Non esiste un lavaggio migliore di un altro ma esistono lavaggi accurati o lavaggi “fatti male”.

Il lavaggio si divide in due fasi consecutive e complementari: il prelavaggio e il lavaggio!

Girando per i vari self-service più che i centri di lavaggio, ma sopratutto parlando delle esperienze avute da molti dei miei clienti, mi sono reso conto che questa operazione è presa con troppa leggerezza sia dai proprietari dei veicoli che dai professionisti che eseguono tale servizio. Come detto precedentemente non esiste la soluzione migliore in assoluto ma, per ottenere un ottimo risultato, bisogna conoscere i prodotti (e quindi le modalità di utilizzo), la tecnica corretta per effettuarlo e sopratutto avere a disposizione tempo.

Lo scopo principale del prelavaggio è di eliminare tutto lo sporco, di medie e grosse dimensioni (senza azioni meccaniche di guanti o spazzole) che è depositato sull’auto, riducendo al minimo i danni che si possono creare con i prodotti o le tecniche sbagliate. Un prelavaggio con prodotti troppo aggressivi ci sarà sicuramente utile a risparmiare tempo (solitamente si effettua una sola nebulizzata di prodotto) ma, come tutti sappiamo, il tempo e la qualità non vanno mai d’accordo.

Il prodotto aggressivo è o molto acido o molto alcalino (quindi con PH agli estremi della tabella illustrativa) e andrà ad intaccare maggiormente la nostra protezione innescando un prematuro decadimento della stessa, ecco perchè, in un lavaggio di Detailing, si effettuano più passaggi di prelavaggio (i prodotti utilizzati non hanno mai ph estremi) per cercare di ammorbidire, disgregare ed eliminare più particelle di sporco possibili. Oltre il decadimento della protezione dobbiamo anche analizzare l’effetto, o meglio i danni, che un prodotto aggressivo (magari con tensioattivi molto potenti) può causare sui materiali delicati come zone cromate, cerchi (sopratutto i diamantati), zone molto porose etc etc.

tabella ph con le scale dei vari valori

Questa operazione è fondamentale perchè, se eseguita correttamente, eliminerà tutto lo sporco che, altrimenti, verrebbe portato in giro con la nostra spugna, nella fase successiva, creando graffi più o meno profondi.

Dopo la fase di prelavaggio possiamo dedicarci al lavaggio vero e proprio, cioè quella fase in cui utilizzeremo una spugna (azione meccanica) e andremo ad eliminare la sottile patina di sporco rimasta. La tecnica migliore per ridurre il più possibile il rischio di creare micrograffi (swirls) e quella dei due secchi. Nessun metodo rivoluzionario, è il classico esempio del mocho per pulire la casa, dotato di due vasche, una per l’acqua pulita e l’altra per l’acqua sporca. Per aiutare ancor di più la pulizia del guanto, all’interno dei secchi si applicano delle griglie sulle quali verranno sfregati e faranno cadere eventuale sporco al fondo del secchio.

Una particolarità che differenzia un normale lavaggio da un lavaggio detailing è la rifinitura delle battute, maniglie, griglie, prese d’ria, tappo carburante…insomma tutte quelle zone più nascoste o “scomode” che dovranno essere trattate con pennelli e attrezzatura specifica dove la metodologia di lavorazione su questi particolari sarà a discrezione dell’addetto al lavaggio.

Alla fine di tutte queste operazioni c’è la fase di asciugatura, di grande importanza perchè, ancora oggi, purtroppo, molti professionisti utilizzano la classica pelle di daino (ormai prodotto obsoleto sostituito dai panni in microfibra con elevato potere assorbente) che, nella maggior parte dei casi, crea molti micrograffi per via della sua struttura e del basso potere assorbente. Il mio Centro Detailing a Torino  utilizza anche i soffiatori ad aria, in modo da limitare al massimo il pericolo di creare micrograffi ed eliminare quasi tutta l’acqua nelle fessure.

Nel caso non si abbia a disposizione un soffiatore può essere utile anche l’aria compressa, ma il compressore dev’essere efficiente e, non obbligatorio ma molto consigliato, dotato di filtro per il recupero della condensa, che altrimenti verrebbe letteralmente sparata sull’auto.

I cerchi dell’auto sono una delle zone più sporche e ostiche da pulire per via delle alte temperature a cui sono sottoposti, il ferodo delle pastiglie sul cerchio caldo penetra molto velocemente e se non si pulisce e si effettua una decontaminazione con tempestività la situazione di pulizia risulterà molto ardua.

Qui puoi approfondire l’argomento “lavaggio cerchi”

Sulla pulizia del vano motore, invece, ci sono varie scuole di pensiero, c’è chi dice di non lavarlo assolutamente, chi di farlo solo con panni e detergenti e chi invece utilizza l’idropulitrice senza problemi. Il mio pensiero è: dipende! Dipende prima di tutto dal tipo di auto (su auto d’epoca sicuramente e sconsigliato l’utilizzo di grossi e/o potenti getti d’acqua), sulle auto nuove (per via di tutta la plastica che ricopre le componenti) il rischio di fare danni è minore. Sicuramente strumenti specifici possono facilitare molto la lavorazione evitando danni più o meno gravi e dando un risultato migliore e permettendo di lavorare anche senza acqua (come la lavorazione effettuata sulla Ford Sierra Cosworth effettuata) e quindi in luoghi come saloni o fiere.

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